90's Baby.

PARTE 1

In questo periodo, sarà per una commistione di cose come guardare Sex And The City, ascoltare il Pop degli anni ’90 e pensare a cosa farò per Capodanno, beh, mi è salita su un po’ di nostalgia.

Sono classe ’92 e i ricordi più vividi che ho, iniziano dalle scuole medie, con gli Outkast.

Ok, forse era un po’ inappropriato per una bambina di 12-13 anni ascoltare un duo afroamericano che cantava: “Baby, voglio solo che tu entri nella mia Cadillac e non voglio incontrare tua madre”, ma a me faceva impazzire.

Ricordo come fosse ieri che dopo gli Outkast, ho iniziato ad ascoltare Snoop Dogg, Biggie.

Ricordo che all’epoca, erano più o meno gli anni ’00 e Internet funzionava a malapena, mi ero appena iscritta, su suggerimento di un’amica, ad un sito, Balletto, dove si parlava solo di Danza Classica.

Andava un sacco di moda Britney Spears, anzi Britney era un’icona e tutte volevano vestirsi come lei.

A me invece piaceva lo stile Hip Hop, ma mia madre mi proibiva di indossare cose simili, quindi lo sognavo e intanto guardavo Step Up e Un Paso Adelante.

Iniziavano ad andare di moda i programmi di Maria De Filippi casarecci e tipicamente italiani, tipo Amici, che a me faceva vomitare.

Ho fatto un paio di anni della mia vita sopportando compagni di classe e amiche parlare di chi fosse il più figo o di quel passo di danza lì.

Intanto io guardavo i film di Martin Scorsese, ricordo ancora di come mi innamorai di The Departed che vinse l’Oscar nel 2006 e di come iniziai a leggere Kerouac e il suo On The Road su consiglio della mia Prof. di Inglese.

Poi, iniziata l’Università, puf, ho un po’ il vuoto.

Ricordo solo di come siano subentrati gli anni ’00 e The Kills, per esempio.

Il Teatro Degli Orrori, I Cani e la musica Indie, che io forse sotto sotto ho sempre un po’ odiato, o forse non ne ho mai capito il senso.

Di come abbia iniziato a seguire quasi fosse un Guru Matteo Zanobini, produttore Indie.

Di come mi fossi aperta 5 o 6 blog con nomi diversi, sempre però su stile Americano. Di come sognassi di andare un giorno a New York e di quando mio cugino mi portò una maglietta con su scritto I ❤ NY e io la indossassi in ogni occasione, ma non proprio in tutte, perché abitavo pur sempre in un paese di provincia e non volevo fare la strana.

Di come, a 16 anni, volessi mollare la scuola per andare a studiare Sceneggiatura. Ricordo ancora i pianti disperati e di come annegassi il tutto guardando OC e di come mi rispecchiassi un po’ in Seth Cohen.

Continua.

Laura Arbitraggio

Pubblicato da Laura Arbitraggio

Laura, classe 1992, di Milano. Life is But Music, è il posto giusto per restare aggiornati su concerti e hinterland milanese.

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